Nel 2026 si celebrerà il 35° anniversario della scomparsa di Fernanda Isacchi, una figura di spicco nella vita culturale di Erba, nonché fondatrice e prima direttrice del Museo Civico.
Omaggio a Fernanda Isacchi
In occasione di questo importante anniversario, il Comune di Erba organizza una serata commemorativa intitolata “Omaggio a Fernanda Isacchi”, prevista per mercoledì 14 maggio 2026 alle ore 21.00 presso la Sala Isacchi di Casa Prina (Piazza Prina 1, Erba). L’evento si preannuncia come un momento di ricordo e condivisione, arricchito da testimonianze di coloro che hanno avuto il privilegio di conoscere Fernanda Isacchi nei suoi molteplici ruoli di maestra, amica, studiosa e promotrice della cultura. Questo racconto collettivo mira a restituire un’immagine autentica e complessa di una donna che ha dedicato la sua esistenza alla conservazione e valorizzazione del patrimonio storico e culturale di Erba.
In quanto fondatrice del Museo Civico, Fernanda Isacchi ne ha rappresentato l’anima e la guida per decenni, contribuendo in maniera significativa alla sua crescita e alla diffusione della conoscenza storica locale attraverso iniziative culturali e attività didattiche, nonché mediante la creazione dei Quaderni Erbesi.
A 35 anni dalla sua morte, la città di Erba le rende omaggio rinnovando il ricordo del suo instancabile impegno e della sua eredità culturale, che continua a vivere nel Museo e nelle attività che ne perpetuano lo spirito.
La vita di Fernanda Isacchi
Fernanda Isacchi è stata una figura cruciale nella vita culturale di Erba. Dopo una carriera come insegnante elementare e direttrice didattica, sviluppò negli anni Cinquanta una forte passione per l’archeologia, partecipando a ricerche e scavi sul territorio. Nel 1958, fu nominata Ispettore onorario della Soprintendenza Archeologica della Lombardia, estendendo le sue competenze anche alla tutela dei beni monumentali e ambientali. Nello stesso anno avviò il primo nucleo del Museo Civico di Erba, realizzando un progetto volto a raccogliere e rendere accessibili le testimonianze storiche del territorio.
Dal 1964, assunse la direzione del museo a titolo gratuito, guidando con passione il suo sviluppo e l’arricchimento delle collezioni. Grazie alla sua determinazione, furono recuperati reperti archeologici significativi, come la tomba romana di Crevenna e i massi avelli del Triangolo Lariano, trasferiti al museo attraverso complesse operazioni che dimostrarono la sua tenacia e capacità organizzativa. Fernanda promosse anche mostre, conferenze e iniziative culturali, concependo il museo come uno strumento educativo e formativo per la comunità. Nel 1978, fondò i Quaderni Erbesi, una rivista dedicata alla storia e all’archeologia locali, simbolo del suo impegno culturale e scientifico. Autrice di numerosi studi, contribuì notevolmente alla valorizzazione del patrimonio locale.
Profondamente legata alla sua città, Fernanda Isacchi considerava il museo come un bene collettivo. Morì la notte tra il 12 e il 13 marzo 1991 all’età di 68 anni, poco prima dell’inaugurazione del nuovo allestimento del Museo Civico, da lei curato fino agli ultimi giorni. La sua eredità è un’istituzione solida e riconosciuta, frequentata da studiosi e studenti. La sua vita è un esempio di dedizione alla cultura e alla comunità.
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