Si è conclusa giovedì 21 maggio la terza edizione della Scuola di Cittadinanza Attiva Territoriale (SCAT), con una conferenza finale presso la sede dell’Associazione Lo Snodo, situata nella stazione di Erba. L’iniziativa ha visto una grande partecipazione e un riscontro estremamente positivo, coinvolgendo decine di giovani in attività formative, di confronto e volontariato sul territorio.
Un percorso di partecipazione attiva
La conferenza ha rappresentato il momento pubblico di chiusura dell’iniziativa, realizzata grazie alla collaborazione di Lo Snodo, CSV Insubria, Confluenze e Coordinamento Comasco per la Pace, con il supporto della Fondazione Cristina Mazzotti e di BCC Brianza e Laghi.
I risultati ottenuti confermano la solidità del progetto: 49 studenti hanno partecipato al percorso pomeridiano e 40 ragazzi hanno preso parte a “Mani in pasta”, un’esperienza che ha consentito loro di svolgere attività di volontariato presso diverse realtà della Rete Confluenze, tra cui Banco di Solidarietà, Emporio Alimentare, Emporio del Vestire, Accoglienza, Scuola di Italiano, Supporto allo Studio, Links, Manitese, Melograno, Shongoti, Trapeiros e Tricheco.
Durante la conferenza, alcuni giovani partecipanti, tra cui Anna Sironi, Thomas Nicolodi e Alice Merlini, hanno condiviso le loro esperienze all’interno della SCAT, evidenziando l’impatto che questa ha avuto sulla loro percezione del territorio e sulla partecipazione attiva.
Interventi significativi
Successivamente, hanno preso la parola i rappresentanti degli enti coinvolti.
Alessandro Ghezzi, professore del Liceo Carlo Porta di Erba, ha commentato:
“Negli anni abbiamo visto un significativo sviluppo del progetto. È fondamentale continuare a costruire insieme iniziative come questa. La scuola continuerà a sostenere questi percorsi, che rappresentano un’opportunità concreta di crescita per i ragazzi”.
Luigi Colzani, presidente di CSV Insubria, ha aggiunto:
“Uno degli aspetti cruciali della SCAT è la capacità di creare rete tra associazioni e realtà locali. Collaborare significa superare l’individualismo e costruire legami concreti, specialmente per i giovani e la loro partecipazione”.
Patrizia Magretti, direttrice dell’Azienda Erbese Servizi alla Persona, ha sottolineato:
“Iniziative come questa sono fondamentali perché partono dalle scuole e raggiungono anche i ragazzi nei comuni più isolati, offrendo occasioni di incontro e partecipazione che spesso mancano nei piccoli centri”.
Arianna Mazzotti, in rappresentanza della Fondazione Cristina Mazzotti, ha affermato:
“La storia di Cristina Mazzotti, vittima innocente della mafia, continua a ispirare le nuove generazioni. Sosteniamo la SCAT perché crediamo nel valore di un progetto che offre ai ragazzi opportunità concrete di partecipazione e crescita personale”.
Riconoscimento formativo
Un elemento significativo di questa edizione è stato il riconoscimento del percorso come Formazione Scuola-Lavoro (ex PCTO), grazie alla collaborazione con CSV Insubria, che ha valorizzato ulteriormente l’esperienza nel contesto scolastico degli studenti.
“Il progetto si conclude con la consapevolezza di aver consolidato un metodo di lavoro territoriale basato sulla collaborazione tra scuole, associazioni e istituzioni, per rafforzare il ruolo attivo dei giovani nella comunità”, ha dichiarato Simone Pelucchi, presidente de Lo Snodo. “In questa terza edizione, abbiamo visto crescere la partecipazione e la consapevolezza dei ragazzi coinvolti. Per noi, la SCAT è un progetto fondamentale che crea occasioni di incontro, formazione e cittadinanza attiva”.
La conferenza si è conclusa con un sentito ringraziamento alla Fondazione Cristina Mazzotti e a BCC Brianza e Laghi per il supporto che ha reso possibile anche questa edizione, con uno sguardo già rivolto alle future evoluzioni della SCAT sul territorio.