La Ciclistica Erbese ha recentemente donato due biciclette storiche al Museo del Ghisallo, cimeli preziosi appartenenti a Mario Lizzeri e a padre Giovanni Battista Mondin. Entrambi, pur provenendo da mondi diversi, condividevano una grande passione per la bicicletta, che li ha portati a vivere straordinarie avventure in giro per il mondo.
Lizzeri e padre Mondin: compagni di viaggio e di pedalate
Mario Lizzeri è un’icona di Erba, scomparso nel 2021 all’età di 87 anni. Insieme alla moglie Carla Bramani, è stato una figura di riferimento nel settore della consulenza per il lavoro, un’attività che oggi proseguono i figli Carolina, Paolo e Alessandra.
Padre Mondin, teologo di prestigio e filosofo, era dottore di Filosofia e Religione all’Università di Harvard e decano della Facoltà di Filosofia alla Pontificia Università Urbaniana di Roma. Entrambi hanno condiviso la passione per la bicicletta, pedalando insieme in diverse nazioni, tra cui Russia, Francia e Terra Santa. Lizzeri, tra i fondatori della Ciclistica Erbese, aveva anche chiesto a padre Mondin di organizzare un incontro con Papa Ratzinger, per donargli una bicicletta nei colori della Città del Vaticano, avvenuto nel giugno del 2009 durante il raid Erba-Roma.
La donazione al Ghisallo: un impegno mantenuto
Il racconto di questa donazione è affidato a Gabriele Ceruti, presidente della Ciclistica Erbese:
“Loro si definivano i ‘pellegrini ciclisti’ e hanno viaggiato in tutta Europa. Nel 2012, in occasione di un evento per rivitalizzare la contrada di Erba Alta, il Comune ci chiese di allestire il vecchio Albergo Stella, dove avevamo la nostra sede. Mario portò due biciclette, la sua e quella di padre Mondin, dicendomi alla fine dell’evento: ‘Tienile, magari le porterai al Ghisallo’.”
Una promessa oggi mantenuta.
Il ricordo della figlia: “Un gesto che avrebbe reso felice papà”
Questo gesto rappresenta un grande motivo di gioia per Lizzeri, come spiega la figlia Alessandra:
“Mio papà ne sarebbe stato davvero felice. Dopo la famiglia, la bicicletta e il lavoro erano le sue passioni più grandi. Gli hanno regalato serenità e gioia per tutta la vita, oltre a farlo viaggiare in luoghi lontani. Se ci guarda da Lassù, vedere la sua bicicletta al Ghisallo sarà per lui motivo di grande felicità.”