«Abbiamo finalmente due possibili percorsi per la riqualificazione della Fabbrica Durini. È ora di costituire un tavolo di lavoro per trovare una soluzione». Questa è la dichiarazione del capogruppo di minoranza Marco Bonetto, che ha ricevuto un riscontro dalla Soprintendenza riguardo la situazione della frazione di Alzate.
Un invito al dialogo
Secondo Bonetto, la comunicazione della Soprintendenza è il risultato di uno scambio di PEC riguardante la situazione della frazione. «La risposta ricevuta conclude una serie di interazioni con l’ente – spiega Bonetto –. Negli ultimi mesi abbiamo esposto il problema e documentato una raccolta firme che ha ottenuto circa 1.200 sottoscrizioni. Inizialmente, la Soprintendenza ci aveva informato di essere a conoscenza della situazione, ma questa risposta è stata una sorpresa. In sostanza, oltre a chiarire la situazione dei beni vincolati, l’ente invita Fondazione e Comune a sedersi a un tavolo per valutare le opzioni».
La lettera della Soprintendenza specifica che «l’ente non può valutare una revisione o rimozione dei vincoli paesaggistici o culturali». Tuttavia, per procedere, è necessaria una richiesta specifica per lavori sui beni tutelati, che dovranno mirare alla loro tutela e conservazione. In caso di urgenza, si possono eseguire lavori provvisori per evitare danni, purché sia data immediata comunicazione. Per quanto riguarda le strutture con vincolo storico-culturale, è indispensabile che la proprietà presenti al Comune di Alzate una richiesta di autorizzazione paesaggistica per eventuali interventi trasformativi, come indicato nella missiva. «La Fondazione Durini è invitata a presentare le istanze per risolvere la situazione di pericolo e prevenire interventi di demolizione da parte del Comune».
Bonetto ha evidenziato l’importanza di agire a tutela delle persone oltre che dei beni. «La Soprintendenza ha il compito di tutelare i beni, ma è nostro dovere pensare anche alla sicurezza delle persone – afferma –. Questa è la battaglia che dobbiamo combattere insieme. È fondamentale che anche il Comune, che già sta lavorando su questo tema, convochi un tavolo di lavoro per trovare una soluzione comune. La sicurezza delle persone deve essere la priorità, e questa PEC potrebbe rappresentare un punto di svolta dopo un lungo periodo di inattività».
Bonetto invita quindi sia il Comune che la Fondazione a collaborare. «L’ordinanza comunale deve essere vista come un’ultima risorsa: è cruciale presentare progetti di riqualificazione. Ci aspettiamo che la Fondazione faccia la sua parte e che il Comune assuma un ruolo attivo – sottolinea Bonetto –. Abbiamo sempre cercato di essere propositivi e collaborativi, non solo critici. Questa è un’opportunità, e la PEC è rivolta non solo a me, ma anche al Comune e alla Fondazione. Non posso agire da solo: ho fatto la mia parte, ora tocca al Comune convocare la Fondazione e avviare un tavolo di lavoro. Lavoriamo insieme: il mio gruppo è totalmente disponibile».