Bellagio – Dopo l’audizione dei sostenitori in Regione, il Coordinamento evidenzia che il ripristino dello sci a bassa quota sul San Primo è considerato antieconomico e non tiene conto della crisi climatica.
Richiesta del Coordinamento
Il Coordinamento “Salviamo il Monte San Primo” rinnova con determinazione la richiesta di escludere la parte sciistica dal progetto di rilancio turistico di San Primo, situato a Bellagio. Questa posizione è stata riaffermata in seguito all’audizione dei promotori del progetto ‘OltreLario’ (Comunità Montana Triangolo Lariano e Comune di Bellagio), che si è svolta presso le Commissioni Ambiente e Territorio della Regione Lombardia.
“Durante l’audizione sono state presentate informazioni fuorvianti riguardo alla reale entità del progetto, sia in termini di dati che di costi. I costi per la parte sciistica superano i 2 milioni di euro, sui 5 milioni totali del progetto, includendo la sistemazione delle piste baby, l’installazione di tre tapis roulant (ognuno dal costo di 150 mila euro), i cannoni per la neve artificiale e la creazione di un laghetto artificiale. Quest’ultimo è previsto per usi diversi: antincendio, abbeveramento bestiame e innevamento artificiale, senza considerare che queste funzioni sono incompatibili tra loro. Inoltre, l’utilizzo di acqua per la neve artificiale rappresenta uno spreco insostenibile, in un contesto già provato dalla carenza idrica.”
Delusione per il sostegno al progetto
Il Coordinamento esprime delusione per il supporto al progetto da parte dei consiglieri di maggioranza, ad eccezione del consigliere Zamperini e del consigliere Rosati della minoranza, che ha richiesto una revisione sostanziale del progetto, insieme all’assessore Fermi.
“Quest’ultimo ha dichiarato che la decisione di ripristinare gli impianti sciistici all’Alpe Borgo non è stata guidata da dati scientifici sul clima, ma da una sorta di ‘operazione nostalgia’. Riteniamo che le decisioni politiche debbano basarsi sulla scienza; perciò chiediamo che il progetto di ripristino dello sci al San Primo sia accompagnato da uno studio climatico che consideri gli scenari attuali e futuri legati al riscaldamento globale. L’unico studio condotto finora è quello del professor Mauro Guglielmin (UniInsubria), commissionato dal nostro Coordinamento, che ha dimostrato inequivocabilmente la scarsità di giorni adatti per l’innevamento artificiale, evidenziando la non sostenibilità economica dell’impianto sciistico al San Primo.”
Impatto economico del progetto
Il Coordinamento sottolinea che il progetto non chiarisce le ricadute economiche:
“Mancano stime sui costi di gestione, valutazioni sui flussi e un vero business plan, in particolare per la parte relativa allo ski park. Paradossalmente, durante l’audizione, i proponenti hanno affermato che il progetto includerebbe la ‘sistemazione dei boschi’, cosa che in realtà non è prevista nel progetto ‘OltreLario’, eccetto per l’area boschiva che sarà abbattuta per fare spazio ai nuovi parcheggi, in particolare quello denominato ‘Genzianella’. Questo comporterebbe un impatto ambientale significativo. Chiediamo pertanto che la Regione e le Istituzioni locali (Comunità Montana e Comune di Bellagio) riconsiderino le loro decisioni e stralci le opere più invasive del progetto, come la sistemazione delle piste baby, i cannoni per la neve, i tapis roulant, il laghetto artificiale e i parcheggi. Per quanto riguarda la parte sciistica, come già evidenziato nella precedente audizione in Regione del 15 ottobre 2025, il progetto non è economicamente sostenibile e ignora la crisi climatica, risultando privo di senso sia nella situazione attuale che in relazione agli scenari futuri.”