La Residenza Villa Dossel di Caglio si è aggiudicata il terzo posto al concorso Sigg, un premio che celebra la gentilezza nella cura degli anziani. Questo riconoscimento è per il progetto sugli haiku, nato all’interno della stanza multisensoriale della struttura.
Medaglia di bronzo al concorso
La medaglia di bronzo è stata conferita alla Residenza Villa Dossel nell’ambito del concorso “La pratica della gentilezza nella cura delle persone anziane”, organizzato dalla Sigg (Società Italiana di Gerontologia e Geriatria) in collaborazione con Agire. Il progetto, intitolato “La gentilezza in 17 sillabe”, è stato ideato e realizzato dall’educatrice Arianna Favaro e si è svolto nel nucleo protetto della residenza. La presentazione è avvenuta il 15 giugno, in occasione della Giornata mondiale per la consapevolezza degli abusi sugli anziani, durante un incontro online organizzato da Sigg, che ha visto la partecipazione di tutti i vincitori in vista della cerimonia di premiazione che si terrà a novembre.
Il progetto “La gentilezza in 17 sillabe”
Il progetto “La gentilezza in 17 sillabe” è stato sviluppato nella stanza Snoezelen della Residenza, uno spazio multisensoriale dove luci soffuse e suoni delicati favoriscono il rilassamento degli ospiti. Qui, la lettura condivisa di un albo illustrato ha permesso agli ospiti di esprimere le proprie emozioni e pensieri attraverso sguardi, gesti e frasi brevi. Arianna Favaro ha avuto l’intuizione di raccogliere queste espressioni in forma di haiku, i tradizionali componimenti poetici giapponesi composti da 17 sillabe.
Riflessioni e significato degli haiku
Arianna Favaro racconta nell’elaborato presentato:
“Con parole semplici e spesso accompagnate da lunghi silenzi, gli ospiti hanno raccontato emozioni, ricordi e bisogni profondi con le loro voci, a volte incerte, a volte sorprendentemente nitide. Insieme abbiamo riso su come quanto riportavano avesse già dentro di sé la struttura dell’haiku e io ho fatto solo da specchio. Alcuni di loro al termine dell’attività desideravano leggere il proprio haiku agli operatori durante il turno quasi come un gesto di restituzione.”
Alcuni haiku sono stati stampati con illustrazioni dell’albo e regalati ai familiari e agli operatori, che li leggevano durante il turno e li appendevano nei corridoi affinché tutti potessero vederli. Uno degli haiku recita: “Nel tempo lento / uno sguardo si posa / ti senti visto”, accompagnato da un’immagine di un bambino che riceve le cure della mamma.
Ascolto e rispetto nell’assistenza
Lo scambio di haiku ha rafforzato il legame tra ospiti e operatori, i primi sentendosi ascoltati e riconosciuti come individui, non solo come pazienti. I secondi, a loro volta, hanno riscoperto il valore della relazione e della gentilezza come parte integrante della cura. La trascuratezza e la svalutazione della persona anziana rappresentano forme di abuso; attraverso questo progetto, Villa Dossel sottolinea l’importanza di garantire ascolto e rispetto per la dignità di ciascun ospite. Come afferma Arianna Favaro al termine dell’elaborato:
“A volte bastano diciassette sillabe per ricordarci che la gentilezza non è un di più nella cura, ma è la cura.”
Commenta la dottoressa Elena Gennari, direttrice della Residenza Villa Dossel:
“Ritengo che il progetto di Arianna sia emozionante ed efficace: un vero e proprio modello da seguire nell’instaurazione delle relazioni tra ospiti e operatori. Avvalendosi della poesia come strumento comunicativo, ci offre uno spunto di riflessione su ciò che è veramente la cura, che non si compone solo di farmaci, visite e assistenza, ma anche di umanità ed empatia.”
Il progetto non si fermerà qui: su proposta di un’operatrice socio-sanitaria, gli haiku verranno raccolti in un libro, affinché non vengano dimenticati.