La statua restaurata

La Vergine torna al suo posto dopo il vandalismo grazie ai volontari

La statua della Madonna, distrutta lo scorso ottobre, è stata riparata e riinstallata grazie all'impegno di alcuni cittadini.

La Vergine torna al suo posto dopo il vandalismo grazie ai volontari

La statua di Maria, vandalizzata lo scorso ottobre, è stata ripristinata e reinstallata nell’edicola di via Gajum, in tempo per la benedizione mariana. Questo grazie all’impegno e alla generosità di alcuni volontari della comunità.

Il ritorno della statua

Numerosi cittadini si sono mobilitati affinché la statua della Madonna potesse tornare “a casa” prima della fine di maggio, mese tradizionalmente dedicato alla Vergine. Il sindaco di Canzo, Giulio Nava, ha commentato il significativo evento:

“A nome dell’intera comunità canzese, desidero esprimere profonda gratitudine ai volontari che, con grande sensibilità, hanno curato il restauro della scultura della Vergine Maria, danneggiata da ignoti durante la notte del 31 ottobre. Alcuni membri del gruppo Alpini hanno scoperto l’atto vandalico e informato il comandante della Polizia locale, che è intervenuto per accertare l’accaduto. Un artigiano del paese ha quindi avviato, insieme ad altri, il restauro della statua. Il ritorno dell’opera nella cappellina al termine di maggio rappresenta non solo il recupero di un bene caro alla popolazione, ma anche un segnale di rispetto verso un simbolo che custodisce le nostre tradizioni e il senso di appartenenza alla comunità.”

Riconoscimenti e valori civici

Il sindaco ha voluto esprimere il suo ringraziamento:

“Desidero ringraziare tutti: il parroco, don Alfredo Cameroni, che ha acconsentito alla recita del santo rosario presso la cappellina, e don Christopher, presente durante il momento comunitario. Inoltre, un grazie al proprietario di Villa Chiaravalle, dove è situata l’edicola votiva. Questa iniziativa restituisce dignità a un luogo e dimostra come il senso civico e la solidarietà debbano prevalere di fronte a gesti vili che offendono il comune sentire.”